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News da PuntoSicuro del 10/09/2010 (cliccare sulla notizia per leggerla in modo completo)
Direttiva ATEX: l’analisi e la valutazione del rischio esplosione
Microimprese: le lacune nella prevenzione
Gli obblighi delle Associazioni sportive dilettantistiche
Le contravvenzioni degli ispettori in edilizia
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La soluzione Mega Italia per la sicurezza antincendio dell'ospedale e la rilevazione automatica dei fumi
L'attività ospedaliera o assimilata rientra nelle categorie soggette al rilascio del C.P.I. (Certificato Prevenzione Incendi) da parte dei VVFF competenti di zona, pertanto in caso di necessità di realizzazione di un sistema di rilevazione automatica di fumo, esso deve rispondente alle normative UNI9795 e corredato di un progetto incendio redatto da un tecnico professionista abilitato.
Il fine del sistema di rilevazione automatica d'incendio è quello di rilevare e segnalare un incendio nel minor tempo possibile. Il segnale di incendio è trasmesso e visualizzato su una centrale di controllo per la segnalazione acustica locale di allarme. E' prevista anche la possibilità di trasmissione dello stesso segnale di allarme ad un centro di telesorveglianza remoto (VV.F, Centro Operativo di Istituto di Vigilanza, FF.OO, ecc..).
Inoltre lo scopo finale del sistema di rilevazione è quello di: avviare un tempestivo sfollamento delle persone; attivare i piani di intervento previsti; attivare i sistemi di protezione contro l'incendio ed eventuali altre misure di sicurezza integrative previste.
L'uso del sistema di rilevazione incendio sarà volto pertanto alla protezione della vita umana e dei beni , segnalando il pericolo tempestivamente.
Una condizione fondamentale menzionata al punto 5.5.3.2 della normativa UNI9795 è legata agli avvisatori di allarme per gli impianti di rilevazione incendio. Si riporta quanto segue: "quando la centrale non è sotto costante controllo da parte del personale addetto, deve essere previsto un sistema di trasmissione tramite il quale gli allarmi di incendio e di guasto e la segnalazione di fuori servizio sono trasferiti ad una o più stazioni ricevitrici, dalle quali gli addetti possono dare inizio in ogni momento e con tempestività alle necessarie misure di intervento.
Il collegamento con dette stazioni ricevitrici non può essere effettuato via radio e deve essere tenuto costantemente sotto controllo."
La normativa bandisce pertanto TUTTI I COLLEGAMENTI RADIO tra gli impianti e le centrali operative di vigilanza. La norma EN54 considera che in buona parte dei paesi europei, sono disponibili delle linee dedicate tra gli impianti di rilevazione e le centrali operative dei V.F.
Raffronto tra le diverse tecnologie di rilevazione.
Gli obiettivi di un sistema di rivelazione automatica di incendio che possa definirsi tale devono essere:
1. localizzare precisamente, sia in termini di spazio che di tempo, il principio di incendio;
2. dare la certezza della presenza dell'incendio, riducendo o praticamente eliminando, la possibilità di falsi allarmi;
3. dare tempestivamente la segnalazione di pericolo per ridurre al minimo i danni;
4. essere in grado di avviare misure di comando ed evacuazione dell'edificio.
Attualmente sono tre le tecnologie disponibili sul mercato: convenzionale ed indirizzabile, analogica.
Ad oggi, possiamo tranquillamente affermare che la tecnologia che ha dimostrato e dimostra la maggior efficacia è quelle dei sistemi analogici di rivelazione incendio, essendo adatta alla protezione nella stragrande maggioranza delle applicazioni a partire da dimensioni o rischi medi.
Ad oggi, possiamo tranquillamente affermare che la tecnologia che ha dimostrato e dimostra la maggior efficacia è quelle dei sistemi analogici di rivelazione incendio, essendo adatta alla protezione nella stragrande maggioranza delle applicazioni a partire da dimensioni o rischi medi.

Sono definiti “convenzionali” quei sistemi in cui i componenti (sensori, attuatori, pannelli di controllo), forniscono una informazione di tipo ON-OFF.
I limiti di un sistema convenzionale, sono riassumibili nei seguenti punti:
• non individuazione del singolo punto: un sensore non è distinguibile da un altro sulla stessa linea; l'eventuale allarme generato da uno di essi è quindi rilevabile come allarme generale di linea;
• il sensore presenta solo due stati funzionali: normale/allarme;
• le linee sensori devono essere separate dalle linee pulsanti (vedi. normativa vigente);
• su una stessa linea non possono essere compresi rivelatori sensibili a fenomeni differenti dato che i segnali non possono essere univocamente identificabili alla centrale;
• ciascuna linea deve univocamente corrispondere ad una zona fisica il numero di sensori per ogni linea è limitato (max 32) dalla normativa vigente;
• la manutenzione è effettuabile secondo la periodicità prevista dalle norme o secondo le condizioni dell'impianto verificate dal personale; eventuali variazioni di sensibilità del sensore (dovute a polveri, sporcizia, ecc.) non sono rilevabili sino al successivo intervento;
• la centrale rileva e ripete solo gli stati di allarme e guasto (cortocircuito o taglio linea). L'asportazione di un elemento della linea equivale ad un guasto.
I limiti di un sistema convenzionale, sono riassumibili nei seguenti punti:
• non individuazione del singolo punto: un sensore non è distinguibile da un altro sulla stessa linea; l'eventuale allarme generato da uno di essi è quindi rilevabile come allarme generale di linea;
• il sensore presenta solo due stati funzionali: normale/allarme;
• le linee sensori devono essere separate dalle linee pulsanti (vedi. normativa vigente);
• su una stessa linea non possono essere compresi rivelatori sensibili a fenomeni differenti dato che i segnali non possono essere univocamente identificabili alla centrale;
• ciascuna linea deve univocamente corrispondere ad una zona fisica il numero di sensori per ogni linea è limitato (max 32) dalla normativa vigente;
• la manutenzione è effettuabile secondo la periodicità prevista dalle norme o secondo le condizioni dell'impianto verificate dal personale; eventuali variazioni di sensibilità del sensore (dovute a polveri, sporcizia, ecc.) non sono rilevabili sino al successivo intervento;
• la centrale rileva e ripete solo gli stati di allarme e guasto (cortocircuito o taglio linea). L'asportazione di un elemento della linea equivale ad un guasto.
Data l'estensione dell'insediamento dell'attività ricettiva in oggetto, l'esigenza predominante sarà quella di poter individuare in modo univoco il sensore od il pulsante che ha generato l'allarme. In tale prospettiva, un SOSTANZIALE miglioramento nelle prestazioni dei sistemi convenzionali è consentito dall'impiego di circuiti ad indirizzamento che permettono l'individuazione del singolo punto.
Parallelamente allo sviluppo ed all'emanazione di leggi e normative, la tecnologia ha reso disponibili componenti e sistemi sempre più performanti ed affidabili la cui punta di diamante è rappresentata dai sistemi analogici, chiamati anche sistemi intelligenti.

Si dicono intelligenti quei sistemi i cui componenti (sensori, moduli, centrali di controllo) sono in grado di fornire una informazione di tipo analogico ed individuale.
Una informazione analogica si esprime con il valore (numero e unità di misura) di una grandezza.
Il temine analogico deriva quindi dal fatto che il sistema, nel suo complesso, valuta i dati delle misurazioni riportate dai sensori (concentrazione di fumo esistente nella zona protetta oppure valore della temperatura rilevata da un sensore termico). Nel rivelatore analogico, avviene poi una conversione analogico/digitale, visto che viene trasmesso un valore digitale equivalente.
Una informazione analogica si esprime con il valore (numero e unità di misura) di una grandezza.
Il temine analogico deriva quindi dal fatto che il sistema, nel suo complesso, valuta i dati delle misurazioni riportate dai sensori (concentrazione di fumo esistente nella zona protetta oppure valore della temperatura rilevata da un sensore termico). Nel rivelatore analogico, avviene poi una conversione analogico/digitale, visto che viene trasmesso un valore digitale equivalente.
Nel sistema analogico, i sensori incendio sono in comunicazione bidirezionale con la centrale, inviando periodicamente informazioni su ciò che avviene nel loro ambiente. In base alle informazioni ricevute dalla centrale analogica, ed alla loro elaborazione operata dal software interno della centrale, il sistema è in grado di definire con sicurezza se i valori che si stanno misurando corrispondono ad una effettiva condizione di incendio o se, al contrario, corrispondono ad un falso allarme.
Un primo esame della differenza tra le tre tecnologie (convenzionale, indirizzata, analogica) ci consente perciò di dire che il sistema indirizzato si pone al di sopra del convenzionale in quanto consente l'univoca individuazione del sensore in allarme, mentre l'analogico non si limita a localizzare il rivelatore ma si distingue per la sua efficacia in quanto analizza la misura dell'elemento sotto controllo (fumo, temperatura, gas, fiamma).
Il valore di ciascun elemento, misurato ai capi della linea sensori, viene elaborato dalla scheda a microprocessore che, in funzione delle curve di riferimento (taratura e compensazione) che ha in memoria stabilisce lo stato di funzionamento del sensore restituendo alla centrale le seguenti informazioni:
- funzionamento normale;
- necessità di manutenzione;
- stato di allarme, pre-allarme;
- stato di guasto;
- mancanza di sensore;
- valore analogico.
Esaminiamo brevemente i notevoli vantaggi derivanti dall'impiego di un sistema automatico - manuale di rivelazione incendio analogico:
- individuazione del singolo elemento sia di rilevazione che di attuazione;
- elevato numero di punto per linea;
- associazione dei punti di ogni linea a più zone fisiche;
- associazione dei punti per gruppi logici;
- segnalazione automatica, per ciascun sensore, della necessità di manutenzione conseguente a variazione di sensibilità;
- gestione della singola linea in singolo consenso (l'intervento di un sensore genera allarme) e in doppio consenso (l'intervento di un sensore genera un segnale di pre-allarme; l'intervento di un secondo sensore della stessa zona/gruppo genera il segnale di allarme);
- gestione delle linee in anello (loop) chiuso;
- presenza sullo stesso loop sia di sensori sensibili a fenomeni differenti che di pulsanti;
- rivelazione e ripetizione degli stati di pre-allarme, allarme, guasto, manutenzione, valore analogico, mancanza sensore.
- individuazione del singolo elemento sia di rilevazione che di attuazione;
- elevato numero di punto per linea;
- associazione dei punti di ogni linea a più zone fisiche;
- associazione dei punti per gruppi logici;
- segnalazione automatica, per ciascun sensore, della necessità di manutenzione conseguente a variazione di sensibilità;
- gestione della singola linea in singolo consenso (l'intervento di un sensore genera allarme) e in doppio consenso (l'intervento di un sensore genera un segnale di pre-allarme; l'intervento di un secondo sensore della stessa zona/gruppo genera il segnale di allarme);
- gestione delle linee in anello (loop) chiuso;
- presenza sullo stesso loop sia di sensori sensibili a fenomeni differenti che di pulsanti;
- rivelazione e ripetizione degli stati di pre-allarme, allarme, guasto, manutenzione, valore analogico, mancanza sensore.
Una volta definita la tipologia di impianto che si deve realizzare, la protezione deve essere effettuata seguendo le prescrizioni normative, nei controsoffitti, nei pavimenti galleggianti e negli ambienti dove sarà necessaria la protezione.
Il sistema nel suo complesso è realizzato installando le seguenti apparecchiature:
- Rilevatore ottico di fumo con angolo visuale a 360°;
- Rilevatore termovelocimetrico con angolo visuale a 360°;
- Pulsante manuale di allarme incendio;
- Targa luminosa con scritta completa di ronzatore per impianti a logica convenzionale o impianti analogici/indirizzati;
- Sirena elettronica;
- Moduli attuatori e/o ricevitori.
Il sistema nel suo complesso è realizzato installando le seguenti apparecchiature:
- Rilevatore ottico di fumo con angolo visuale a 360°;
- Rilevatore termovelocimetrico con angolo visuale a 360°;
- Pulsante manuale di allarme incendio;
- Targa luminosa con scritta completa di ronzatore per impianti a logica convenzionale o impianti analogici/indirizzati;
- Sirena elettronica;
- Moduli attuatori e/o ricevitori.
La normativa che regolamenta la realizzazione di un progetto di rilevazione incendio è la UNI 9795, ed è stata recentemente aggiornata (marzo 1999). Questo aggiornamento introduce delle severe regolamentazioni sull'utilizzo dei cavi per questo tipo di impianti. (UNI 9795, punto 7, elementi di connessione).
MEGA ITALIA realizza impianti di rilevazione di fumo, attenendosi esclusivamente a queste normative.
Per il collegamento alla centrale dei rilevatori, dei pulsanti, delle sirene, delle targhe luminose e per l'alimentazione degli elettromagneti verrà impiegato cavo 2x1,5 schermato conforme alle norme CEI 20-36 come prescritto dalla norma UNI VVF 9795 con grado di isolamento elettrico adeguato.
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