Sicurezza autorimesse.
ADEGUAMENTO STRUTTURE ED IMPIANTI ALLA NORMATIVA DELLA PREVENZIONE INCENDI


Mega Italia ha diverse referenze nella protezione e controllo delle autorimesse. E' a disposizione per analizzare per ogni cliente la migliore soluzione.

Nell'adeguamento alla prevenzione incendi di autorimesse esistenti, secondo le prescrizioni di Legge, possono insorgere delle problematiche diverse dalla tecnica, ma che possono apportare delle modifiche nei rapporti giuridici tra i proprietari dell'autorimessa stessa (servitù, accessi, scale, ventilazione, ecc..).

Analizziamo alcuni esempi di adeguamento, con modifica dell'esistenze, con interazione su spazi privati.

Aumento delle superfici di aerazione naturale esistenti
Ipotizziamo che si renda necessario aumentare le superfici di aerazione naturale esistenti (da 1/25 ad 1/20 della superficie in pianta dell'autorimessa) o posizionare a distanza regolarmente le stesse (portandole ad una distanza tra di loro inferiore ai 40 metri) quando dette aperture di aerazione si trovano ubicate su proprietà privata, l'ampliamento o modifica con spostamento comportano non poche difficoltà giuridiche e amministrative; a volte necessita ridurre il numero di box di un'autorimessa per poter creare dette aperture e il condominio è “costretto”, per trovare lo spazio, ad acquistare un box o delle aree dai condomini stessi.

Griglie su intercapedine l'impianto di ventilazione meccanica e i camini di ventilazione
Lo stesso problema si presenta se si rende necessari modificare il dimensionamento delle griglie di intercapedine e quando si rende necessario installare o modificare l'impianto di ventilazione meccanica o i camini di ventilazione.
I camini devono sfociare al di sopra della copertura del fabbricato, e la cosa non è di poco conto considerando il dimensionamento sezionale (2 x 1000 della superficie dell'autorimessa).
Analogamente per l'impianto di ventilazione meccanica (e non pre-esistente ed ubicato correttamente), considerata la portata (3 ricambi volume/ora), non risulta cosa facile collocare l'estrattore e/o l'immissione dell'aria per i rumori, i prodotti della combustione, le modifiche di eventuali servitù.

Uscite di sicurezza
Un problema analogo, anche se non così complesso, si ritrova negli adeguamenti delle autorimesse quando si rende necessario realizzare le uscite di sicurezza.
Se non adeguate per ubicazione e dimensionamento, ci si può trovare nella condizione di dover modificare le condizioni precostituite di proprietà con grosse difficoltà ad intervenire. L'esempio più banale è quello di ridurre il dimensionamento del posto auto per creare un passaggio per l'uscita di emergenza, o quello di dover aprire un varco su una proprietà privata (giardino, terrazzo) per poter realizzare l'uscita della scala di sicurezza.
È pur vero che il sistema delle vie di uscita a servizio di un'autorimessa può comprendere, in alcuni casi, anche vani scala ed androni di pertinenza di edifici per civile abitazione e/o uffici, ma quando per configurazione dell'autorimessa o per mancanza di soluzioni alternative si rende necessario realizzare un'uscita esterna (senza/con scala) interessando una proprietà privata, il problema è risolvibile.

Piano pilotis
Un altro argomento di difficile soluzione è quello che si presenta per un'autorimessa del tipo aperto sottostante un fabbricato per civile abitazione, il piano pilotis; in più di un caso si può presentare l'impossibilità di riuscire a separare il vano di ingresso all'edificio con l'autorimessa stessa.
Quando la suddivisione dei posti macchina è particolarmente articolata, può accadere che i percorsi e le separazioni risultino abbastanza difficoltose; in alcuni casi può essere opportuno ridistribuire i posti macchina (con l'accordo di tutti i condomini) per regolarizzare la compartimentazione e l'ingresso.
In altri casi si possono migliorare le condizioni di sicurezza proponendo in deroga impianti di spegnimento automatico, impianti di rilevazione fumi, aperture automatizzate per l'aerazione del vano scala.
Nell'elencazione delle problematiche di adeguamento antincendio, si devono rilevare anche tutti quei problemi derivati da una scarsa attenzione alla gestione dell'attività, ed al mantenimento in efficienza di tutti i sistemi finalizzati al rispetto ed alla rispondenza delle norme applicative in materia antincendio nelle autorimesse.

Compartimentazione con porte tagliafuoco
Un argomento che spesso viene sottovalutato è quello relativo alla compartimentazione degli ambienti mediante le porte tagliafuoco.
Tali porte, per funzionalità tecnica e rispondenza alle norme, sono dotate altro che di caratteristiche REI oltre che di un sistema di chiusura con pompa o molla di richiamo.
Molto frequentemente si può riscontrare come le suddette porte, manomesse e bloccate sempre aperte con l'inserimento di un semplice cuneo di legno, perdano la loro funzione di elemento di compartimentazione.
In realtà è un “problema - non problema” che, quando viene attivato, vanifica ogni sforzo e lavoro finalizzato a ridurre i rischi di un incendio. In questo caso basta veramente poco per risolvere un problema di funzionalità e d'uso mediante l'inserimento di un blocco magnetico di porta sempre aperta, o l'inserimento di un sistema “Fermo Molla Chiudi - Porta” che consente, bloccata la pompa magneticamente, di usare la porta come una normale porta priva della controspinta della molla, e riattivabile in ogni momento con lo sblocco manuale, in mancanza di corrente, o con l'attivazione attraverso l'impianto rivelatori fumi o allarme antincendio.
In alcuni casi l'adeguamento e la risoluzione di problematiche inerenti l'adeguamento delle autorimesse non è cosa semplice tanto più quando bisogna rivolgersi ad un tribunale.
Ma in molti casi le problematiche inerenti l'adeguamento possono essere risolte con disposizione oculata ed attenta degli impianti esistenti installati, una valutazione ed un'attenta applicazione delle norme e disposizioni in materia, così come con l'avvalersi dell'istituto della deroga.
 


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